Il "Tempietto"
Tra l'edificio residenziale e il circo sopravvivono i resti di un piccolo edificio in forma di tempio, potrebbe trattarsi di un culto privato, come quelli attestati nella Villa dei Quintili e in quella di Numisia Procula, o di un edificio funerario come attestato, ad esempio, nella villa ad Duas Lauros.
Dépendance
Per l’estrema prossimità e per l’orientamento coerente alla strada, la Dépendance è tradizionalmente letta come un elegante padiglione di accoglienza, connesso, più o meno direttamente, al principale ingresso della villa. Si tratta in realtà di un organismo termale di notevole qualità architettonica, organizzato su un sistema di accesso orientato a nord, circostanza che da un lato implica la sua pertinenza al contesto residenziale, dall’altro porta ad escludere la possibilità di un suo collegamento diretto con la strada.
"Corpo B"
L’ambiente B risulta essere un ampliamento verso Ovest del nucleo originale ed è costituito da una serie di ambienti, molti dei quali riscaldai, realizzati poco dopo il 140 d.C. in opera reticolata, in parte edificati su una terrazza naturale e in parte al di sopra di un criptoportico che costeggiava l’ippodromo- giardino.
Nel 1995 sono state fatte delle indagini che hanno interessato la zona più settentrionale con sale di differenti dimensioni e corridoi posti al di sopra di un livello di ambienti ipogei realizzati in opera laterizia (alti circa 3mt), successivamente riutilizzati come corridoi di servizio funzionali al sistema di ipocausti per il riscaldamento dei vani soprastanti.
"Corpo C"
Nel decennio successivo, tra il 140 e il 150 d.C. , venne infine costruito il Gruppo C caratterizzato dall’uso di un raro esempio dell’opera vittata con paramento di blocchetti di tufo alternato a fascioni di laterizi. Il settore è occupato da una fitta articolazione di sale tra le quali è stato riconosciuto un impianto termale. Nell’ambiente centrale dice Ashby che secondo lui era il frigidarium, dotato di una vasca a cielo aperto circondata da portico pavimentato in mosaico bianco. L’ambiente 2, coperto da una volta a crociera, aveva i tubuli alle pareti, ritrovati poi anche nell’ambiente 3. L’edificio poggiava su di un complesso sistema di sostruzioni che colmavano il dislivello fra il piano inferiore e la grande terrazza giardino.
Prima conserva d'acqua
Questi resti, che presentano la stessa maniera di costruzione dei fabbricati edificati nel terzo periodo (opera mista con blocchetti di peperino) fanno parte del muro perimetrale di un ambiente con le pareti e il pavimento rivestiti di opus signinume orientato da nord a sud. All’esterno i muri erano rinforzati da speroni, di cu due sono ancora conservati nel tratto scoperto accanto alla casa dei coloni. Il livello di pavimento di questo edificio corrisponde a quello delle moderne costruzioni; in questo punto il terreno originale raggiungeva il suo livello più alto. Dato che questo edificio è situato sul punto più alto della villa ed aveva all’interno un rivestimento, si può pensare che esso fosse destinato ad una conserva d’acqua contemporanea al periodo di massimo sviluppo edilizio della villa, che data alla seconda metà del II sec.
Acquedotto
Il fabbisogno idrico del complesso era soddisfatto per mezzo di una ramificazione dall’acquedotto Anio Novus che alimentava un complesso sistema di cisterne di cui una a due piani.
Ippodromo - giardino
Il grande ippodromo-giardino di forma rettangolare, largo 95 m per 327 m, terrazzato e cinto da un criptoportico, doveva contenere al suo interno specchi d’acqua, viali, costruzioni ornamentali, statue, fontane.
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