La Storia di Villa dei Sette Bassi

Immergetevi nel racconto affascinante di Villa dei Sette Bassi, un luogo dove la storia millenaria si fonde con il mistero. Scoprite la grandezza e la bellezza di una delle più imponenti ville suburbane di Roma e lasciatevi trasportare indietro nel tempo, immaginando la vita che un tempo fioriva tra queste mura.

STORIA DELLA VILLA ED EVOLUZIONE STORICA 

 

La collina dell’agro romano, viene occupata da una prima residenza orientata a nordovest- sudest che si estende per circa 3.700 mq. L’edificio si divideva in due parti: la metà settentrionale occupata da un ampio peristilio porticato quadrato con ambienti da banchetto sui lati sud e est; all’angolo tra essi vi era un appartamento formato da tre vani.

Nel 140 d. C. vengono effettuate modifiche alla fila di vani disposti lungo il lato occidentale del peristilio, caratterizzati da un’irregolarità planimetrica che potrebbe essere giustificata da un intervento successivo.

Nel 149 d.C. viene creata una terrazza artificiale che permette di costruire un nuovo nucleo di ambienti in appoggio al vecchio muro di limite, le cui finestre vengono chiuse. Questo nuovo nucleo è formato da corridoi e vani, forse di servizio, nella zona settentrionale e da ambienti più ampi di quella meridionale; in particolare viene costruito un grande triclinio cui si accedeva tramite una grande sala rettangolare; a sud della sala, oltre un corridoio, la nuova terrazza era occupata da un ampio giardino a forma di L che ricollegava questo settore a quello più antico.

Forse in un momento successivo il lato occidentale del nuovo nucleo di vani è dotato di un’ampia esedra monumentale o ambulatio tecta semicircolare costituita da due muri paralleli che fondavano colonnati. La sistemazione è confrontabile con allestimenti simili noti nella villa cd. ad duas Lauros e in quella più monumentale della Farnesina a Trastevere. Il complesso supera ora i 7000 mq.

Nel 150 d.C. viene realizzata una terza terrazza e un sistema di pilastri e volte a crociera viene costruito un nuovo fabbricato. la parte orientale è occupata dal settore termale; il lato occidentale presenta due grandi sale da pranzo su due piani e alcuni ambienti minori. le due parti sono collegate a nord da un lungo corridoio e a sud da un portico, questo costituisce il limite di un ampio giardino dotato di torri circolari.

Tra l’edificio residenziale e il circo sopravvivono i resti di un piccolo edificio in forma di tempio, potrebbe trattarsi di un culto privato, come quelli attestati nella villa dei Quintili e in quello di Numisia Procula, o di un edificio funerario come attestato, ad esempio, nella villa ad duas lauros. 

La villa era rifornita d’acqua grazie a una diramazione dell’acquedotto Anio novus. Era realizzata in opera mista di blocchetti di tufo e laterizio ed era forse collegata a una cisterna datata al III sec. d.C. L’acqua non permetteva solo di alimentare la residenza, ma era anche funzionale allo sfruttamento agricolo del fondo.

Risalgono al V secolo d.C. alcuni rifacimenti di murature e pavimenti che testimoniano la continuità di occupazione della Villa fino almeno agli inizi del IV secolo d.C. Tra il V e il VI secolo d.C. possono invece essere forse datati alcuni strati di abbandono e una sepoltura realizzata all’interno dello xystus, che potrebbero testimoniare l’inizio della decadenza di questo grande complesso.

Il LANCIANI 1891 sostiene che le varie chiusure e tramezzi di vani murati dimostrano che nel Medio Evo, la Villa sia stata modificata in domus culta.

Nel 1463 la tenuta passa completamente al patrimonio dell’ospedale del SS. Sanctorum.

Nel 1791 invece la proprietà viene acquistata dal banchiere Giovanni Torlonia, per la somma di mezzo milione di franchi.

Nel 1951, la staticità della Villa, già fortemente minata, fu compromessa da un evento climatico avverso, portando al crollo parziale della maestosa fronte finestrata del palazzo nord; soltanto dopo il grave crollo e l’allarme lasciato da qualche studioso e intellettuale si intrapresero parziali lavori di puntellamento e molto limitati interventi di consolidamento.